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Mani al lavoro

Lavori in corso

Sono magici quei sogni che diventano realtà, che si materializzano davanti ai nostri occhi. Comincia così tutto dalle nostre mani al lavoro, che provando e riprovando li rendono tangibili…e così che da un fiore di ecopelle al quale viene fatto un piccolo foro e da un rivetto in madreperla colorato che lo arricchisce si sviluppa un idea…

Rivetti in madreperla

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Coco Chanel

“Stanca di portare le mie borse a mano e di perderle, ci aggiunsi una striscia e le misi a tracolla”. Cit. Coco Chanel. In quest’unica frase tutta la sua filosofia. La semplicità di trovare una soluzione, la praticità di potersi muovere in libertà che fosse un abito oppure una borsa. La modernità delle donne che finalmente non si sentivano più costrette e prigioniere dentro i loro stessi abiti.

Ritratto di Coco Chanel firmato Karl Lagerfeld

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Schetch

Pennarelli e penna bic

Amo disegnare su un blocco di carta con tratto nervoso e veloce per fissare un’idea che poi prenderà forma solo in seguito. Disegnare è un po’ come un codice che solo io riesco a decifrare, è il mio momento.

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Donne Amazzoni

Amazzoni

Questo disegno che risale ai primi anni 80 l’ho sempre conservato come un cimelio storico, come un oggetto prezioso. Potrebbe far sorridere ma in quelle donne che io vedo come amazzoni, come guerriere, ho sempre creduto fin da ragazza. Per me la donna è bellissima in tutte le sue forme, è forte, è intelligente, è luminosa. È coraggiosa, combattiva ma anche accogliente. Una delle parole che amo di più è senz’altro: sorellanza e racchiude tutto il mio mondo.

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Pret-a-porter e grandi illustratori

Piazze come trincee da difendere, diverse fazioni si mescolano, gli opposti estremismi pronti a caricarsi in scontri duri, occupazioni, echi lontani di violenze armate, questo è l’humus della mia adolescenza, inevitabile per quelli della mia generazione, ma anche i primi passi nella moda quasi che la notte più buia della nostra Repubblica abbia coinciso con il nascere del pret-a-porter italiano. Una vera rivoluzione l’aria che respiravamo noi studenti entrando a scuola, studiando la moda, disegnando gli abiti che avevano fatto la storia della moda e cominciando a inventarne di nuovi, imparando a cucire, a creare. Ricordi meravigliosi di amicizie nate tra un ricamo e l’altro, la musica che si confondeva con il rumore della macchina da cucire, la magia delle prime sfilate a cui partecipavamo come studenti privilegiati alle prime fiere, nelle giornate della Moda milanese. Armani, un Dio, ma anche Moschino, Coveri, Versace e quel gigante di Gianfranco Ferré mai avuto la fortuna di vedere da vicino, così inarrivabile, così lontano, a Parigi…tutti entrati nell’Olimpo di quegli anni fatti di allegria, di sperimentazione e soprattutto di trasgressione. Disegnavamo con scrupolo i nostri figurini, i nostri abiti dei sogni, ognuno di noi aveva un illustratore a cui ispirarsi. Il mio era Antonio Lopez e in seguito Stefano Canulli, rappresentavano ciò che avevo dentro, il connubio tra moda, musica, scrittura e ribellione. Poi è arrivato Karl Lagerfeld e il suo genio infinito a servizio di Chanel…

Bozzetti di Karl Lagerfeld

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Gianfranco Ferre’

Negli anni 80 per quelli che come me studiavano arte e costume il figurino e lo stile del maestro Gianfranco Ferre’ erano come una Bibbia da seguire. Estetica allo stato puro, il bianco ottico illumina i dettagli della moda. È facile da declinare a seconda della occasione e sfida con coraggio i cliché e le convenzioni mostrando il suo meglio in abbinamenti e abiti minimal. Un classico? La camicia bianca. “Una silhouette catturata nei suoi elementi essenziali-le spalle, la vita, le gambe che si estendono verso la parte inferiore del foglio di carta-è delineata da pochi tratti di matita ma è già una figura umana” Gianfranco Ferre’. Dalla figura delle sue donne si percepisce il suo essere architetto, le linee sinuose, la famosa camicia bianca reinventata che stava addosso alla modella come una meravigliosa scultura di tessuto, con ruches, colli importanti, nodi originali e dettagli. “Il disegno è per me un amore senza fine” Gianfranco Ferre’.

Figùrini di Gianfranco Ferre
Bozzetto di Gianfranco Ferre’
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Ricordi

“Il finestrino dell’auto dei miei genitori è stato la mia prima macchina fotografica “ così dice Annie Leibovitz a proposito della sua passione. I miei primi ricordi sono i pomeriggi interminabili trascorsi con mia sorella Paola sul posto di lavoro dei miei genitori. Tempo che si dilatava all’infinito nel periodo estivo e che ovviamente andava riempito. Da qui le molteplici passioni. Scrivere, disegnare, fotografare, ascoltare la musica, inventare giochi…scandire i tempi, suddividere le ore, i minuti, godere perfino dei momenti di noia e ascoltare il suono delle cicale e dei grilli della campagna intorno a noi. Tutto questo bagaglio è stato un esercizio continuo, giorno dopo giorno come un allenamento, un inno alla pazienza. Tempo speso ad affinare la tecnica, ricercare le parole, imparare a memoria canzoni che mi sono entrate nel cuore come una parte di me, come una colonna sonora. Ogni momento della vita fa parte di un disegno che ci ha portato dove siamo ora. Scrivere, disegnare, ascoltare la musica, appassionarmi all’arte, visualizzare immagini…tutto connesso. Una nessuna centomila.

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La Castagna

Lo sapevate che le castagne sono considerate ” frutta secca”?

Castagne sui banchi del mercato

Sono un alimento importante per l’uomo e i fossili rinvenuti in Europa, in Groenlandia e in Alaska rivelano che i primi ominidi le consumavano insieme ad altra frutta,frutta secca, semi, radici e foglie.

Le castagne fresche si trovano solo in autunno e fino all’inizio dell’inverno. Essiccate,sottovuoto o in scatola,sia schiacciate che sotto forma di farina sono un ingrediente da tenere nella dispensa.

Si formano all’interno di un involucro spinoso detto riccio, che si apre quando sono mature. I frutti sono grandi,lucidi e di colore marrone scuro.

Si mangiano fresche,bollite o arrostite,tritate sono ottime per accompagnare i cavoli, la farina è utile per fare il castagnaccio e nella pasticceria sono utilizzate per fare un dolce goloso, il Montebianco, a base di castagne cotte nel latte con l’aggiunta di cacao, vaniglia e rum, passate e ricoperte di bianchi riccioli di panna montata.

Marroni

MARRON GLACÉ

I marron glacé sono una lavorazione della castagna (varietà denominata marrone) sciroppata e poi coperta da una glassa di zucchero.

Marron glacè

La sua realizzazione è complessa e dura parecchi giorni,dalla scelta dei marroni all’immersione in acqua per facilitarne la pelatura,alla cottura insieme a saccarosio e vaniglia che formeranno la base per la successiva canditura.

Alla fine la glassatura avviene stendendo la glassa,preparata con zucchero a velo e acqua, sul marrone candito e successivamente trasferito in forno per un periodo sufficiente a far si che la glassa si cristallizzi.

Il passo successivo è la degustazione di questa meravigliosa prelibatezza.

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Ginkgo Biloba

Il Ginkgo Biloba è un albero molto antico e per questo è considerato un fossile vivente.

I semi sono ricoperti da un involucro carnoso e hanno la struttura a forma di albicocca.

La pianta è originaria della Cina ed è una pianta arborea che raggiunge altezze fino ai 30 o 40 metri, il suo legno ha un colore giallo.

I fiori del Ginkgo non sono come solitamente li intendiamo, hanno delle strutture dette coni e da un punto di vista funzionale possono comunque essere considerati simili a dei fiori. La fioritura è primaverile.

Ginkgo Biloba

Molto utilizzata come pianta ornamentale in parchi e giardini grazie alla sua resistenza agli agenti atmosferici e inquinanti e viene utilizzata anche per cortine frangivento. Diffuso il suo uso per realizzare bonsai.

Dei semi è commestibile l’embrione e viene usato in cucina come cibo prelibato in Asia. È noto col nome white nuts e in Giappone utilizzato come contorno.