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Wael Shawky

Mostra al Castello di Rivoli di Wael Shawky

Brillanti, luminose come bagliori, vive e trasparenti le vorresti toccare così lucide, potresti passarci attraverso come in una magia meravigliosa. Marionette di vetro colorate, vestite di abiti lucidi e particolari, re, regine, animali fantastici, uno stupore, con quei fili che le tirano e le sostengono delicatamente.

Marionetta di vetro
Marionette di vetro

Tesori che artigiani veneti di Murano hanno creato e soffiato con grande e soffiato con grande maestria per l’occasione. E l’occasione è una interessante retrospettiva allestita qualche anno fa al Castello di Rivoli (Torino) di Wael Shawky, giovanissimo artista nato ad Alessandria d’Egitto nel 1971.

La retrospettiva, oltre alle meravigliose marionette, comprendeva opere filmiche, sculture, i suoi altorilievi lignei ispirati alla storia delle crociate, narrate dal punto di vista degli arabi anziché degli europei. Una mostra interessante e spettacolare e poi quelle 26 marionette…le ho tenute nel cuore ma le avrei portate tutte a casa tanta era la loro bellezza.

Marionetta
Marionetta
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Gus Van Sant alla Mole Antonelliana

“E’ incredibile, non mi aspettavo questo edificio”-disse Gus Van Sant entrando all’interno della Mole Antonelliana. “Sembra di essere in un film di Tim Burton”.

Questa frase calza a pennello con la mostra che si tenne al Museo del Cinema di Torino qualche anno fa. Duecento opere tra fotografie, bozzetti, schizzi, acquarelli, collage, storyboard e polaroid artistiche. Ho sempre amato Gus Van Sant, un artista poliedrico, portavoce del cinema indipendente ma talmente bravo da potersi adattare alle regole di Hollywood. Inutile dire che ho amato i suoi film e le sue polaroid.

Museo del Cinema Mole Antonelliana
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Il bozzetto

Bozzetto della collezione Bag Florette 2020

Il bozzetto è sicuramente la parte, insieme alla scelta del tessuto che preferisco. Amo disegnare, colorare, immaginare il corpo della borsa che si materializza. L’idea è il cammino che ogni creativo percorre per giungere all’oggetto del proprio desiderio finalmente compiuto.

Bozzetto del Bucket Bag della collezione Florette 2020
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Ispirazione

La scelta dei colori

Qualche volta l’ispirazione per creare una borsa passa prima attraverso la scelta del tessuto, del colore, di quello che vogliamo comunicare al tatto. Poi giunge il bozzetto, una borsa morbida, rigida, grande, piccola in base a quanto quel tessuto ci permette di giocare, di muoverci con la fantasia. In quel momento si disegna il cartamodello, si immaginano i dettagli che alla fine daranno forma all’idea compiuta perché non sempre tutto è già scritto, già programmato. L’improvvisazione durante la parte creativa può essere fondamentale.

La scelta dei colori
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Pennarelli primo amore

Fin da bambini quando cominciamo a disegnare scopriamo che per quanto la nostra capacità possa si o no evolvere ci sarà sempre una tecnica alla quale restiamo legati per sempre. Per alcuni saranno le matite colorate, per altri gli acquarelli o i colori a tempera. Per me i pennarelli. Ho sempre amato il tratto deciso del pennarello, quel non poter tornare indietro, quell’attitudine a sporcarti le dita ed essere indelebili, incisivi, definitivi. Per fortuna negli anni si sono evoluti fino a diventare duttili, maneggevoli, dalle diverse punte per poter lasciare un tratto simile a una pennellata oppure piatto o ancora sottile a delimitare un contorno. In ogni caso il mio oggetto preferito per colorare.

Io e i pennarelli❤️
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Ritagli di giornale

Copertine della rivista Vanity

Una delle mie ossessioni è la raccolta dei ritagli di giornale. Fin da bambina ho strappato montagne di pagine accumulate dentro cartelline che si gonfiavano fino a scoppiare, fino a che gli elastici si tendevano al limite. Questi ritagli sono stati fonte di ispirazione in quel momento ma anche in seguito. Dopo qualche tempo inevitabilmente vi era una selezione, talvolta riguardandoli non ricordavo neanche la ragione del perché un dettaglio, una pagina mi aveva così tanto incuriosita da doverla conservare. Così gettavo via quasi la totalità dei ritagli per fare spazio a quelli nuovi.

Copertina e ritagli dalla rivista Vanity

Alcuni li conservo da più di 30 anni, tra questi ovviamente i disegni di Antonio Lopez e di Stefano Canulli, strappati dalle pagine di una rivista Vanity che non viene più pubblicata ormai da decenni. Ne resta la vivida testimonianza nei miei ritagli.

Disegni di Stefano Canulli
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Il Cartamodello

Forbici, matita, centimetro…

Tutto comincia con la matita poi prosegue con il cartamodello. Ogni idea, ogni progetto moda, una volta ideato bisogna renderlo realizzabile e per fare questo il cartamodello è essenziale. Devo ammetterlo, non è mai stato uno dei miei punti forti, a scuola di moda e design spesso la mia insegnante (la signora Lucia, una vecchietta che di dolce e tenero non possedeva nulla) i cartamodelli me li appallottolava sovente. Anche se preferivo di gran lunga la matita e i pennarelli, quindi la parte più creativa, avevo la consapevolezza che per poter vedere un abito o un accessorio prendere forma e vita bisognava necessariamente utilizzare un cartamodello per ricavarne un prototipo.

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I dettagli

I dettagli fanno la differenza? Secondo il mio parere sì. Spesso è un dettaglio che ci incuriosisce, che cattura la nostra attenzione. Mi piace andare a cercare i particolari che orneranno le mie borse, i ciondoli, i fiori in ecopelle, i rivetti in madreperla, tutto contribuisce a fare di una borsa un pezzo unico. Anche nella vita di tutti i giorni ricordiamo i dettagli di un incontro, di un viso. Un sorriso, degli occhi buoni (come era solita dire la mia insegnante di italiano), un abbigliamento particolare.

Fiori in ecopelle fatti a mano e rivetti in madreperla