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Aerografo primo amore

Negli anni 80 i grafici non avevano a loro disposizione Photoshop. Il lavoro era lungo e impegnativo. Il progetto veniva realizzato ovviamente con la matita nei minimi particolari, poi lo si colorava con pennarelli o gouache per dargli un identità una personalità prima di passare al lavoro finale. Esisteva uno strumento che noi grafici imparavamo ad utilizzare frequentando corsi che duravano anche un anno intero: l’aerografo.

Che meraviglia! Ma che pazienza. Sul nostro disegno a matita veniva stesa una pellicola trasparente adesiva che veniva incisa parte per parte in base al frammento che si intendeva colorare. I colori erano acrilici, lucidi, diluiti con cura per non far ostruire l-ago e l’ugello della aeropenna. Si lasciava asciugare con cura la parte colorata e poi si andava a riposizionare la pellicola adesiva sopra meticolosamente per proteggerla dagli eventuali spruzzi.

Disegno e aerografo

Avete compreso che un lavoro poteva durare giorni prima di essere concluso? E non dico una sciocchezza quando affermo che alcuni erano autentici capolavori! Ben diverso allora, ma ben venga la tecnologia per semplificare il lavoro dei grafici tenendo presente che sebbene adesso è più semplice colorare un prototipo, l’anima di un disegno, a mio avviso, è pur sempre la matita.

Cavaliere Blu

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